Revamping e repowering: come rimodernare un impianto fotovoltaico datato

Perché conviene ammodernare un impianto fotovoltaico ancora funzionante

Molti degli impianti fotovoltaici installati in Italia tra il 2010 e il 2013, nel periodo d'oro del Conto Energia, sono oggi tecnologicamente datati. Continuano a produrre, ma con moduli e inverter ormai superati, meno efficienti rispetto a quanto offre oggi il mercato e in alcuni casi vicini alla fine della loro vita utile. Per questi impianti esiste un'alternativa al semplice lasciarli invecchiare: l'ammodernamento.

È importante chiarire subito una distinzione. L'ammodernamento non è la riparazione e sostituzione di pannelli guasti, che serve a ripristinare il funzionamento dopo un danno. Si tratta invece di un intervento di miglioramento volontario, pensato per aumentare la produzione, l'efficienza e il valore di un impianto che funziona ancora ma rende meno del suo potenziale.

In questa guida vediamo cosa si intende per revamping e repowering, in cosa differiscono, quando conviene intervenire e quali attenzioni riservare agli incentivi, per non perdere i benefici economici di un impianto entrato in esercizio anni fa.

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Revamping e repowering: qual è la differenza

Anche se vengono spesso usati come sinonimi, revamping e repowering indicano due interventi diversi, distinti soprattutto da un elemento: la potenza dell'impianto.

Il revamping è un ammodernamento eseguito sostanzialmente a parità di potenza. Si interviene sostituendo i componenti obsoleti o meno efficienti con tecnologie più aggiornate: tipicamente l'inverter, ormai il componente che invecchia più rapidamente, ma anche cablaggi, quadri elettrici e sistemi di protezione. Si possono inoltre aggiungere ottimizzatori o migliorare il monitoraggio dell'impianto. L'obiettivo è recuperare efficienza e affidabilità senza modificare la potenza nominale autorizzata.

Il repowering, invece, è un vero e proprio potenziamento. In questo caso la potenza dell'impianto aumenta, sfruttando moduli di nuova generazione che, a parità di superficie, producono molto più di quelli installati dieci o più anni fa. Il repowering consente quindi di incrementare la capacità produttiva dell'impianto, spesso utilizzando lo stesso spazio disponibile, ed è particolarmente interessante per chi nel frattempo ha visto crescere i propri consumi.

La scelta tra i due dipende dagli obiettivi: chi vuole semplicemente mantenere l'impianto al massimo dell'efficienza opta per il revamping, mentre chi punta a produrre di più valuta il repowering. In molti casi i due interventi si combinano, ammodernando i componenti e aumentando contemporaneamente la potenza.

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Quando conviene ammodernare un impianto

Non sempre un impianto datato va ammodernato subito, ma alcuni segnali rendono l'intervento conveniente sul piano economico. Il primo è un calo di produzione evidente rispetto agli anni passati: se l'impianto rende molto meno del previsto, ammodernarlo può ripristinare e superare i livelli originari.

Un secondo fattore è lo stato dell'inverter. Essendo il componente con la vita utile più breve, spesso è il primo a richiedere sostituzione: quando si guasta ripetutamente o non è più riparabile per indisponibilità di ricambi, sostituirlo con un modello aggiornato è quasi sempre la scelta migliore. Lo stesso vale per i moduli degradati, che con il tempo possono presentare fenomeni di invecchiamento che ne riducono stabilmente la resa.

Il salto tecnologico è un altro elemento decisivo. I pannelli di nuova generazione offrono efficienze nettamente superiori a quelli di dieci anni fa: a parità di superficie producono molto di più, rendendo il repowering particolarmente vantaggioso, soprattutto per chi nel frattempo ha aumentato i propri consumi.

Va infine considerato il costo di gestione. Quando le spese di manutenzione su un impianto vecchio crescono e i fermi diventano frequenti, l'ammodernamento riduce gli interventi e rende la produzione più stabile, inserendosi in una più ampia strategia di efficientamento energetico.

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Ammodernamento e incentivi: l'attenzione da non trascurare

C'è un aspetto che rende l'ammodernamento di un impianto datato più delicato di quanto sembri: molti di questi impianti percepiscono ancora gli incentivi del Conto Energia, e un intervento eseguito senza le dovute cautele rischia di farli decadere. È il punto su cui prestare la massima attenzione.

Il GSE prevede regole precise per gli interventi su impianti incentivati e distingue tra modifiche che mantengono il diritto all'incentivo e modifiche che invece lo compromettono. In linea generale, la sostituzione di componenti come l'inverter o di moduli con altri di caratteristiche compatibili è ammessa, purché venga comunicata correttamente al GSE seguendo le procedure previste. Nel caso del repowering, l'aumento di potenza segue criteri specifici e l'energia prodotta dalla parte aggiuntiva è in genere valorizzata separatamente rispetto a quella incentivata.

Proprio per la complessità di queste regole, e poiché la normativa di riferimento può aggiornarsi, l'ammodernamento di un impianto incentivato va sempre pianificato con tecnici esperti, che valutino in anticipo l'impatto sugli incentivi prima di eseguire qualsiasi intervento.

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